lunedì, 17 Gennaio 2022
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La deriva della società economicista e consumista di Alberto Gava

Ebbene sì siamo giunti all’ impensabile: l’obbligo vaccinale.

Questo è vero per una fascia della popolazione, ma badate bene che non sarà la sola.

Fermiamoci un attimo e chiediamoci come mai siamo arrivati a questa situazione?

Ebbene questo è il risultato di un disegno, una compiuta manipolazione mentale e trasformazione antropologica.

Questa è la società dell’ homo economicus unito all’ homo videns.

Un essere che tutto il giorno non fa nient’ altro che consumare, ragionare in termini economici e guardare sistemi mediali. Badate bene che quando parlo di mezzi mediali intendo sia la tv che il computer, considerando noi stessi uomini da tastiera non sanno fare tanto di meglio!

Sento ancora gente dire che a quella o all’ altra manifestazione non vanno solamente perché “è troppo distante, costa troppa benzina” questo è il problema!

Ci hanno portato a un ragionamento puramente contabile nelle scelte.

Cos’è la libertà oggi se non una scrittura contabile tra DARE e AVERE.

Soprattutto laddove hanno spinto  i giovani,  motore di una società, a vaccinarsi per andare in discoteca, le stesse che hanno chiuso durante le feste. Questa è la società dello sballo, quella degli zombie, che camminano inconsapevoli di essere lobotomizzati, figli di una società individualista dove l’IO e i soldi sono messi al centro di tutto, dove  il pensiero è morto e morto il pensiero, che senso più ha vivere? Forse è per questo che oggi tra le prime due cause di morte tra i giovani c’è il suicidio. Coloro che manovrano hanno capito bene come controllare una società, basta far diventare delle nullità i giovani. Ci sono riusciti.

Dei robot che prendono ordini in cambio di un finto benessere che è solo ozio. Oppio dei popoli per citare un famoso filosofo, che forse aveva sbagliato nel vedere la religione come problema, anzi siamo in questa situazione proprio perché abbiamo perso anche  la fede!

 Quindi a che cosa serve studiare politica, filosofia, letteratura, partecipare alla vita sociale vera. Benvenuti nella tecnocrazia, quella che produce, crea nuove tecnologie (meglio se per controllare le persone indirettamente), si inventa consumi inutili che attraverso la manipolazione garantiscono la vendita ad un gregge affamato dell’ultimo modello.

L’unico scopo della tecnocrazia è che la gente non pensi più, non crei arte, bellezza,  vitalità, socialità; tutto questo va lasciato nel dimenticatoio, perché tanto non è utile a far salire le azioni in borsa.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 06 Gennaio 2022

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