domenica, 26 Giugno 2022
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Forza Italia di Luca Rossi

Che ognuno di noi possa, nel timore di Dio e con l’umilta’ confacente a un uomo solo,  riscoprire la sua vera identita’ e realizzare tutto il suo potenziale e possa gridare in faccia al nemico le seguenti parole. Anche io sono italiano di Luca Rossi

Tra i tanti paradossi del nostro tempo c’e’ il nome di un partito politico che nella sua azione concreta ha fatto esattamente l’opposto che il suo nome vuole comunicare. Un partito che nei fatti ha indebolito e distrutto tutti gli aspetti vitali della nostra nazione. Non da solo certamente, gli altri partiti gli hanno dato una forte mano, ma e’ questo partito e la triste ironia del suo nome che piu’ di tutti esemplifica la decadenza morale, sociale, culturale ed economica dell’Italia. La situazione politica e’ cosi’ grave che non si sente nel cuore la forza di parlarne, di farne un’analisi costruttiva che possa suggerire una riforma del sistema.  Tutti i partiti politici, senza eccezione alcuna, hanno dimostrato di rispondere a interessi stranieri, internazionali, di matrice finanziaria e globalista.

Tutti coloro che siedono nel Parlamento della Repubblica Italiana hanno dimostrato di essere traditori della patria ed andrebbero processati per questo. Il problema e’ che gli istituti informativi, giudiziari e militari sono corrotti allo stesso modo. Altrimenti nulla eviterebbe loro il destino che una giustizia millenaria riserva ai traditori della Patria. Quanti di noi, come in un sogno, li hanno visti marciare uno ad uno verso quella fine, specialmente negli ultimi tempi, quando tutto e’ diventato sfacciatamente chiaro e non ci sono piu’ alibi. Ma poi ritorniamo alla cruda realta’, e passiamo davanti a un centro vaccinale e ci accorgiamo che non loro ma molti di noi, diligentemente in coda, con indosso la mascherina e nel rispetto della distanza, vanno incontro a quel destino. Verrebbe voglia di urlare. Maledetta Italia, che divori i tuoi figli. Invece, mai come adesso, abbiamo veramente bisogno di farci forza. Dobbiamo ritornare ad essere italiani consapevoli e orgogliosi. L’Italia e gli italiani che sono stati rappresentati negli ultimi decenni non corrispondono alla verita’. C’e’ stato un sistematico attacco alla nostra identita’ e cultura per distruggerla dal di dentro, facendo credere agli italiani di essere qualcosa che non erano, che il loro triste destino di decadenza e corruzione era cio’ che essi stessi meritavano per i loro antichi vizi e non fosse invece frutto di un attacco esterno e concordato. Certo gli italiani non sono esseri perfetti, i nostri vizi esistono e non abbiamo difficolta’ ad ammetterli,  ma siamo tra tutte le nazioni del mondo una delle piu’ antiche e civili e conserviamo nel profondo della nostra natura,  ammaccato e impolverato quanto si vuole, ma ancora vivo, lo spirito di questa nostra nazione.

Una nazione di guerrieri, non di alta statura e naturale ferocia come le popolazioni del Nord, ma che la disciplina, l’addestramento e il senso morale hanno reso una macchina da guerra imbattibile. Una macchina che uccideva e sapeva all’occorenza essere spietata ma che lasciava il segno della sua civilta’ superiore dovunque passasse, costruiva edifici, ponti, acquedotti, strade, teatri, permetteva una certa’ liberta’ di  religione e costume ai popoli soggetti ma li beneficiava della sua amministrazione e protezione, e soprattutto vinceva sempre, vinceva la paura dell’ignoto, delle foreste impenetrabili e paludose della Germania, vinceva il terrore delle tribu’ primitive del Belgio, cosi superiori in possanza fisica e aspetto feroce rispetto alla razza latina, vinceva il panico dovuto alla novita’ degli elefanti africani di Annibale, vinceva la paura di navigare un mare che per guerrieri contadini doveva essere il peggiore degli incubi. Vinceva sempre non perche’ non perdesse mai, ma perche’ non accettava di essere sconfitta,  anche dopo la peggiore delle sue disfatte restava in qualche modo invitta. Le popolazioni del Nord irruppero nel Lazio e misero a sacco Roma nel 387 A.C, Annibale con i suoi elefanti e le sue tattiche ingegnose e innovative sconfisse otto legioni romane nella battaglia di Canne del 217 A.C, l’inesperienza iniziale in fatto di navigazione combinata con una naturale audacia e spirito di avventura causo’ ai romani diversi naufragi durante la prima guerra punica. Tutto questo pero’ non impedi’ a Cesare di conquistare con le sue legioni tutta la Gallia e sottomettere quelle popolazioni celtiche che piu’ di trecento anni prima avevano minacciato di cancellare Roma dalla faccia della terra, non impedì a Scipione Africano di portare le sue legioni in Africa e sconfiggere Annibale utilizzando le sue stesse strategie e i suoi elefanti contro di lui, non impedì al Senato romano ogni volta una flotta di navi fosse distrutta in un naufragio di costruire ed equipaggiarne una nuova.  L’impero romano piu’ che un’estensione geografica che va dai mari della Scozia alle pianure dell’Asia fu soprattutto questo, non arrendersi mai, perche’ non c’era niente meglio al mondo che essere romano, perche’ Roma era la luce che illuminava il mondo. E fu la perdita di questa fede, non le invasioni barbariche, che ne causarono la caduta.

Una nazione di artisti, e non quelle creature effeminate e originali del nostro tempo, ma di spiriti seri e profondi che vollero provare il loro cuore e la loro mente sulle piu’ chiare vette come nei piu’ oscuri abissi. E testimoniarono, con la loro vita e la loro opera, dove l’uomo puo’ arrivare, che cosa egli deve passare attraverso per riconoscersi e realizzare, che cosa egli puo’ soffrire, sopportare e rimanere tale. Dante, in esilio e solo, che intraprende il suo viaggio dall’inferno al paradiso. Messo alle strette dalla vita, con mille ragioni di farsi prendere dallo sconforto e dalla disperazione, punta gli occhi al cielo e lancia se stesso in un viaggio che ci parla, ancora oggi, di un infinito amore. Machiavelli, anche egli sconfitto e solo, che medita sulla grandezza dell’antica Roma e la paragona alla corruttela dell’Italia sua contemporanea, e come frutto di questa meditazione ci consegna pagine che sono pura intelligenza in atto e stimolo all’azione, a non lasciarsi intrappolare dal male presente, ma dopo averlo esaminato in ogni suo aspetto procedere ad estirparlo e a fare in modo che non si ripresenti in futuro. Leopardi, distrutto e malato, che esamina il suo male da ogni angolo possibile, con una lucidita’ quasi scientifica, che sarebbe stato piu’  medico di se stesso che poeta di un’intera nazione se non fosse che sempre, nel mezzo di quella spietata analisi, fa brillare la vita, un sentimento dolce e sincero verso la natura, matrigna quanto si vuole, ma quale mistero e conforto e’  stata fino alla fine per lui.

In ogni italiano, a gradi di intensita’ diversi, c’e’ tutto questo e molto altro ancora. Riscoprirlo, portarlo in luce, crearne consapevolezza e’ un imperativo del momento storico che stiamo attraversando. Forza Italia. Che ognuno di noi possa, nel timore di Dio e con l’umilta’ confacente a un uomo solo,  riscoprire la sua vera identita’ e realizzare tutto il suo potenziale e possa gridare in faccia al nemico le seguenti parole. Anche io sono italiano.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 09 Gennaio 2022

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