mercoledì, 25 Maggio 2022
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Attualità di John F. Kennedy di Luca Rossi

Un discorso “attuale” di John F. Kennedy che potrebbe essere fatto al giorno d’oggi applicandovi praticamente nessuna modifica e non soltanto essere ancora valido ma fornire addirittura un aiuto alla comprensione di quanto ci sta accadendo di Luca Rossi

Il 27 Aprile 1961 John F. Kennedy pronuncia un discorso agli addetti della carta stampata, prospettando loro il pericolo di una minaccia agli Stati Uniti e al mondo intero e chiedendo loro senso di responsabilita’ e patriottismo in un momento delicato e cruciale per la stessa sopravvivenza della civilta’ occidentale. Leggere, e soprattutto ascoltare dalla viva voce di JFK (il video si puo’ ancora trovare su YouTube), questo discorso oggi e’ commovente e sorprendente per molte ragioni.  Primo, perche’ e’ un discorso che potrebbe essere fatto al giorno d’oggi applicandovi praticamente nessuna modifica e non soltanto essere ancora valido ma fornire addirittura un aiuto alla comprensione di quanto ci sta accadendo. Era il lontano 1961 e la societa’ occidentale non aveva ancora conosciuto alcuni eventi che l’avrebbero cambiata nel profondo. Il Concilio Vaticano II sarebbe avvenuto l’anno dopo, la rivoluzione del 68’ era qualcosa ancora di impossibile da immaginare, e cosi’ l’euro nel 2000, l’attentato alle torri gemelle del 2001, il colpo di stato giudiziario in Italia all’inizio degli anni novanta, la globalizzazione e la Cina, la crisi finanziaria del 2008 e il covid 19. Tutta una serie di eventi, collegati in qualche modo, che hanno plasmato la nostra vita presente. Secondo, perche’ il fatto che il Presidente degli Stati Uniti conoscesse allora cio’ che una massa enorme di persone ignora ancora oggi e’ un motivo di speranza. Qualcuno potrebbe pensare il contrario. JFK e’ stato ucciso e tutto cio’ che e’ accaduto dopo la sua morte non ha fatto che confermare che le forze a cui JFK si opponeva hanno vinto ed e’ suicida tentare di opporvisi. Ma quello che le sue parole testimoniano e’ un fatto di estrema rilevanza. Che cioe’ gia’ nel 1961 esisteva la consapevolezza ai vertici del mondo politico e militare di una cospirazione che poteva contare su enormi risorse finanziarie, umane e tecnologiche e il cui fine era la distruzione sistematica della nostra civilta’ e la creazione di un nuovo ordine che privasse i cittadini delle loro liberta’ fondamentali. Un Presidente degli Stati Uniti non e’ un uomo solo, ma e’ parte di una squadra molto piu’ vasta. Una squadra che ha ramificazioni in tutti gli aspetti della societa’ e in uno di essi in modo particolare.  Il mondo militare, essendo il Presidente il suo comandante in capo,  e’  dove queste ramificazioni sono tanto piu’ forti quanto meno visibili. La morte di JKF e’ quindi uno spartiacque fondamentale. Da allora questo potere, la rete di forze e di interessi dedita alla conservazione della nostra liberta’ e modo di vivere,  e’ diventato un contro potere, ha lasciato alle forze della cospirazione la liberta’ di occupare gli spazi visibili del potere, ma ha mai cessato di esistere e operare. Emblematico a questo riguardo e’ la fine del figlio di JFK. Sappiamo che JFK JR era protetto dai militari fin dalla nascita e sappiamo che egli aveva giurato di esporre i colpevoli della morte di suo padre ad ogni costo. JFK JR e’ morto nel 1999 a seguito di un incidente aereo le cui dinamiche sono, a voler essere prudenti, molto dubbie. Ci sono molti, ed io tra questi, che pensano che JFK JR abbia finto la sua morte e sia ancora vivo. Fingendo la sua morte avrebbe confermato la necessita’ del contro potere di agire in maniera sotterranea e nascosta. Per i militari che lo proteggevano era diventato troppo rischioso avere uno dei loro nella pubblica arena. Di questa corrente di potere che, come un fiume carsico si dirama sotto la superficie delle nostre vite da piu’ di cinquant’anni, non sappiamo molto a parte il fatto che esiste e che in questo momento, qua e la nel mondo, erompe dalle sue profondita’ per sferrare attacchi a sorpresa. Quando un potere illegittimo usurpa ogni aspetto della vita civile, al potere legittimo non resta che darsi alla macchia e organizzare un sabotaggio sistematico dei piani del potere ufficialmente riconosciuto.  Naturalmente queste saranno per molti niente altro che teorie della cospirazione, termine coniato dalla CIA proprio dopo l’assassinio di JFK per screditare ogni tentativo di indagarne le cause reali. Ma sentiamo ora le parole di JFK:

La stessa parola “segretezza” ripugna a una societa’ libera ed aperta; e noi come popolo siamo storicamente nemici di societa’ segrete, di giuramenti segreti e di procedure segrete. Abbiamo deciso tanto tempo fa che i pericoli di nascondere fatti rilevanti all’opinione pubblica di gran lunga sorpassano i pericoli che sono stati dichiarati per giustificare tale azione. Anche oggi, non ha nessun valore opporsi alla minaccia di una societa’ chiusa imitando le sue restrizioni arbitrarie. Anche oggi, non ha nessun valore assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa. E c’e’ un grave pericolo che l’annuncio del bisogno di maggiore sicurezza sia sfruttato da chi e’ ansioso di espanderne il significato fino ai limiti della censura e della segretezza. Questo non intendo di permetterlo nei limiti del mio potere. E nessun ufficiale della mia Amministrazione, sia esso di basso o di alto rango, civile o militare, dovrebbe interpretare le mie parole questa notte come una scusa a censurare le notizie, a nascondere errori, ad evitare dissenso o ad impedire al pubblico di conoscere i fatti che ha diritto di conoscere.

Ma chiedo ad ogni editore e ad ogni giornalista di questa nazione di riesaminare i suoi parametri, e di riconoscere la natura del pericolo che minaccia il nostro paese. In tempo di guerra, il governo e la stampa hanno sempre svolto un’azione comune in uno sforzo basato largamente sull’autodisciplina, per non divulgare informazioni non autorizzate al nemico. Oggi nessuna guerra e’ stata dichiarata, e per quando la lotta diventi feroce, potrebbe non essere mai dichiarata nei modi tradizionali. Se la stampa sta aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporre l’autodisciplina necessaria a condizioni di combattimento, allora quello che posso soltanto dire e’ che nessuna guerra ha mai rappresentato una piu’ grande minaccia alla nostra sicurezza. Se voi aspettate una prova di chiaro ed immediato pericolo, quello che posso dirvi e’ che il pericolo non e’ mai stato tanto chiaro e la sua presenza non e’ stata mai cosi’ vicina. Esso necessita un cambiamento di prospettiva,  nelle tattiche come nelle missioni – da parte del governo, del popolo, di ogni uomo d’affari o leader dei sindacati dei lavoratori e da parte di ogni giornalista.  Perche’ siamo attaccati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e senza scrupoli che si basa principalmente su mezzi nascosti per espandere la sua sfera d’influenza—sull’infiltrazione invece dell’invasione, sulla sovversione al posto di legittime elezioni, sull’intimidazione invece della libera scelta, su guerriglia durante la notte invece di truppe di soldati alla luce del sole, E’ un sistema che ha concentrato un’enorme quantita’ di risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina efficiente e coesa che comprende il mondo militare, diplomatico, economico, scientifico, l’intelligence e le operazioni politiche. Le sue macchinazioni sono nascoste, non rese pubbliche. I suoi errori sono sepolti, non rivelati. I suoi dissidenti sono fatti tacere. Un sistema che non bada a spese e non fa trapelare il minimo rumore o diffondere alcun segreto. Esso conduce una guerra, in breve, con una disciplina che nessuna democrazia puo’ mai sperare di uguagliare…E cosi e’ alla carta stampata – il registratore delle azioni dell’uomo, il custode della sua coscienza, il corriere delle sue notizie – che guardiamo ora per avere forza ed assistenza, confidando che con il suo aiuto l’uomo sara’ quello per cui e’ nato ad essere: libero ed indipendente.

Il testo integrale in inglese del discorso di JFK si trova a questo link https://www.jfklibrary.org/archives/other-resources/john-f-kennedy-speeches/american-newspaper-publishers-association-19610427

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 16 Gennaio 2022

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