mercoledì, 25 Maggio 2022
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Aspettando tempi migliori di Luca Rossi

Guardando la fila di camion che da tutte le parti dell’immenso Canada si sono dirette in Ottawa per protestare contro le restrizioni Covid di Luca Rossi

Ready for the Times to Get Better e’ una vecchia canzone degli anni Settanta, scritta da Allen Reynolds e interpretata da Crystal Gayle.  Guardando la fila di camion che da tutte le parti dell’immenso Canada si sono dirette in Ottawa per protestare contro le restrizioni Covid e l’obbligo vaccinale mi e’ venuto in mente il ritornello di quella canzone. Sono pronto per i tempi che si fanno migliori. Da Elon Musk a Donald Trump, l’elenco delle persone pubbliche cha hanno applaudito la protesta dei camionisti canadesi e’ molto lunga, e anche un tantino sospetta. Elon Musk, ad esempio, non sembra essere uno dei personaggi piu’ fidati e popolari dalle parti dei patrioti americani. Ma per un giorno ho voluto evitare di fare altre domande e semplicemente godermi lo spettacolo. La sfilata di camion che ha attraversato una nazione ibernata, nel pieno del suo rigidissimo inverno, la gente che salutava con striscioni e grida di incoraggiamento da ogni cavalcavia, le voci registrate dei bambini che ringraziavano i camionisti, thank you truckers, sono stati uno spettacolo bellissimo e rinfrescante. Quello che ci voleva in questo inverno italiano, meno rigido, ma guastato da un aumento delle bollette del gas e della luce e delle restrizioni covid e dall’obbligo vaccinale che entrera’ in vigore dal primo febbraio. A questi signori seduti in Parlmento sembra piaccia proprio il gioco d’azzardo e continuano a giocare al rialzo. Sono destinati a perdere, e anche male, ma il problema e’ che siamo li’ con loro, sulla stessa barca. La fine di questa Seconda Repubblica fara’ malissimo all’Italia. Sappiamo di che pasta sono fatti questi signori. Come il primo ministro canadese Justin Trudeau, in fuga dalla capitale, spaventato dal suono del clacson di migliaia di camions. Fanno i bellimbusti, fanno i disastri e poi se la danno a gambe. Come Mario Draghi, che non avendo potuto imboscarsi al Quirinale, sembra gia’ pronto a fuggire nel grembo dell’Unione Europea. Girano voci che sia in programma anche in Europa una protesta dei camionisti da tutto il continente e sembra sia diretta proprio a Brussels. Non sarebbe una brutta idea caricare uno di questi camion con Mario Draghi e il suo governo e il nuovo Presidente della Repubblica (che e’ lo stesso di quello vecchio) e fare un bel pacco da spedire a Brussels. Che ne facciano un po’ quello che vogliono. Da ora in poi, qui in Italia, ci arrangiamo da soli. Non ci interessa quello che pensano e fanno a Brussels. Abbiamo bisogno di stare un po da soli con noi stessi adesso, e per i prossimi cent’anni. Fine dell’Unione Europea. Fine della Nato. Fine della moneta unica. Lo so, per molti questi non sono altro che discorsi da bar sport, perche’ per loro la verita’ deve essere sempre maledettamente complicata. La verita’ e’ invece semplice. Come le parole piene di rabbia e di orgoglio di una madre, intervistata a margine della protesta di ieri, che abbraccia suo figlio mentre urla alle telecamere, e negli occhi del bambino si legge l’anima ferita della madre e il dolore di non comprendere quale forza possa esserne la causa. La verita’ e’ semplice ed e’ una cosa sola con la vita.  E per chi avesse avuto voglia di vederla, ieri percorreva la strada verso Ottawa.  It’s been a too long time With no peace of mind And I’m ready for the times To get better. E’ stato un periodo lungo e difficile ed ora sono pronto per tempi migliori.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 31 Gennaio 2022

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