mercoledì, 25 Maggio 2022
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America per noi di Luca Rossi

La sistematica falsificazione della percezione degli Stati Uniti dovuta all’infiltrazione, in entrambi i partiti della politica americana, democratici e repubblicani, da parte di una struttura di potere internazionale di Luca Rossi

C’era una volta in America è un capolavoro del cinema italiano degli anni Ottanta. Esso ha contribuito non poco a diffondere il sentimento nostalgico per un’America perduta nelle nebbie del passato.  Ma è proprio così? La nostalgia per un’America ormai consegnata ai libri di storia trova giustificazione nella realtà delle cose? La percezione della realtà politica e spirituale degli Stati Uniti d’America è stata in realtà sistematicamente falsificata. Questa falsa percezione ha però una duplice natura, si origina da due sorgenti completamente diverse, e comprendere se una determinata falsa percezione ha origine in una o nell’altra è un lavoro lungo e complicato. È necessario vagliare tantissime informazioni e affinare la nostra facoltà di discernimento, la quale aumenta con la quantità e varietà delle informazioni che siamo in grado di assimilare. Questo è un concetto molto importante da capire. Per essere una persona informata non basta comprare il giornale in edicola e guardare il telegiornale la sera, fare una ricerca su Google o scorrere la pagina principale di Facebook. È necessario invece, come condizione preliminare, discernere se le informazioni che stiamo acquisendo siano sufficientemente numerose e diverse. Bisogna in seguito fare un confronto di queste informazioni e cercare una spiegazione della loro diversità. Dobbiamo chiederci il motivo per cui quella persona dice quelle cose a proposito di quel fatto od evento e perché invece quell’altra persona dice altre cose a proposito dello stesso fatto od evento. Come tutte le abilità anche questa si sviluppa nella forma di un processo. Se si è sempre stati abituati a ricevere passivamente le informazioni, questo lavoro critico di ricerca ed analisi presenterà inizialmente alcune serie difficoltà. Ma la sensazione di essere diventati attivi nel formare la propria visione di come stanno le cose, di approcciarsi alla verità, sarà un potente stimolo che avrà l’effetto di aiutare a superare ogni difficoltà inziale. Le informazioni sono come il cibo, se le consumiamo in maniera sana ed equilibrata, adatta alle nostre necessità, il nostro organismo, sia fisico che psichico, ne trae un beneficio complessivo. Quando cambia il contesto dobbiamo quindi anche cambiare il modo in cui ci informiamo. Non alimentiamo infatti allo stesso modo il nostro organismo quando facciamo sport e quando dobbiamo combattere un’influenza. Così nel mezzo di una guerra di informazioni, non è esagerato affermare che la nostra fisica sopravvivenza dipende dal modo in cui noi acquisiamo informazioni. Un autentico atteggiamento razionale prescrive innanzitutto umiltà e pazienza nell’indagare le ragioni. Quando quest’ultime sono presentate dai media principali come indiscutibili e già pronte per il consumo, come cibo da fast food, è un segnale inequivocabile della loro irrazionalità, cioè mancanza di serietà e validità.

Dagli anni Novanta in poi si è verificata una sistematica falsificazione della percezione degli Stati Uniti dovuta all’infiltrazione, in entrambi i partiti della politica americana, democratici e repubblicani, da parte di una struttura di potere internazionale a cui sono stati attribuiti diversi nominativi. Comunque si voglia chiamare questa struttura, globalist, élite finanziaria, élite pedofila, deep state, illuminati, comunisti, la sua esistenza e l’enorme potere e controllo che ha esercitato sulle nostre vite negli ultimi trent’anni sono ormai fatti così evidenti che negarli è diventato come sinonimo di una inferiorità e immaturità intellettuale e spirituale. Come scriveva l’apostolo Paolo: “Quando ero bambino sentivo da bambino, pensavo da bambino, agivo da bambino. Ora che sono diventato uomo, sento da uomo, penso da uomo e agisco da uomo”. Chi ancora non è in grado di identificare questa struttura di potere è rimasto come un bambino, egli ha continuato nell’idealizzazione dell’autorità allo stesso modo che i bambini idealizzano i loro genitori e non è mai riuscito a diventare veramente indipendente da un punto di vista intellettuale. La prima falsa percezione degli Stati Uniti è quindi dovuta a questi malvagi signori, che si credono e in parte sono realmente i padroni del mondo,  quindi anche dei suoi media di informazione, i cui nomi (Rockefeller, Rothschild, Orsini e pochi altri) sono stati fatti da un arcivescovo come Carlo Maria Viganò, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti dal 2011 al 2016, nella sua continua denuncia dell’infiltrazione di questo potere satanico, organizzato e diretto in stile massonico, nella stessa Chiesa Cattolica. Questa falsa percezione vede gli Stati Uniti come un’arrogante potenza imperiale, ormai irreparabilmente allontanata dallo spirito dei suoi padri fondatori, sprofondata non soltanto in una decadenza morale e spirituale senza alcuna possibilità di risalita e rinascita, ma diretta anche verso un inevitabile declino economico a vantaggio di una nuova potenza commerciale e militare come la Cina. Questa struttura di potere e la responsabilità che la stampa ha nel denunciarla sono descritte in maniera molto precisa nel discorso che John F Kennedy ha tenuto il 27 aprile del 1961 agli addetti della carta stampata (rimando a un mio precedente articolo per maggiori informazioni [1]). La demonizzazione di Donald Trump è un prodotto di questa falsa percezione. I media di regime si sono scatenati contro il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti durante tutto il suo mandato perché insieme alla sua amministrazione ha sgretolato le basi che giustificavano la narrazione di un’America destinata all’insignificanza sullo scacchiere geopolitico. Dalla rimozione degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sui falsi cambiamenti climatici alle nuove trattative commerciali con la Cina, dalla creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro all’esposizione delle fake news nei media e sui social networks, Donald Trump si è dimostrato un formidabile comandante in capo nel combattere la battaglia per restituire l’America agli americani. È necessario inoltre aggiungere che questa falsa percezione ha origine molto prima degli anni Novanta del secolo scorso, essa ha le sue radici nel XIX secolo e si è come lentamente e pazientemente sviluppata durante il XX secolo. Eventi come la tragedia del Titanic, dove quasi tutta la migliore classe dirigente americana trova la sua morte in una sola notte, sono già dentro questo meccanismo di distorsione della realtà. Anche l’intervento americano nella Prima e Seconda guerra mondiale e il coinvolgimento degli americani nella ricostruzione dell’Europa e dell’Italia dopo la fine del secondo conflitto andrebbero completamente rivisti perché sono stati falsificati nella percezione delle generazioni che sono venute dopo. Ma è dagli anni Novanta che assistiamo come ad un’accelerazione e intensificazione di questo processo, il quale ha raggiunto un livello tale che anche storici preparati e intelligenti finiscono con il non sapere distinguere la persistenza, lungo tutto questo periodo storico, di un’altra America, la vera America,  vittima di un furto d’identità da parte di questa America, l’America di oggi che noi tutti giustamente disprezziamo in quanto cristallizzazione finale di un’operazione esplicitamente rivolta al male, un’operazione che nei suoi metodi e finalità non potrebbe essere più anti americana.

La seconda falsa percezione degli Stati Uniti ha origine invece a partire dal 3 novembre 2020, dopo il colpo di stato informatico ai danni del sistema elettorale americano per mettere un presidente illegittimo alla Casa Bianca. L’amministrazione Trump e i militari sapevano di questo colpo di stato mondiale (anche l’Italia risulta essere coinvolta) e hanno predisposto una sorta di trappola. Hanno cioè preteso che il colpo di stato sia andato a buon fine. Donald Trump ha lasciato la Casa Bianca e si è ritirato in Florida, ma non ha mai concesso pubblicamente la sua sconfitta, cosa legalmente e tradizionalmente necessaria per garantire una successione effettiva di potere. In realtà Donald Trump non ha mai abbandonato il timone del comando. Joe Biden è stato inaugurato nuovo presidente il 20 gennaio 2021 ma nessuno gli ha mai dato le chiavi del castello. La Casa Bianca è stata evacuata e recintata con strutture metalliche dai militari e da quel giorno negli Stati Uniti si è avviato un processo di devoluzione [2], cioè di trasferimento di potere dal corrotto sistema di Washington al popolo, una decentralizzazione di potere che ha il compito di riportare l’America ai suo fondamenti originari, a quando cioè un gruppo di puritani inglesi partiti da Amsterdam e sbarcati sulle coste orientali americane hanno deciso di diventare responsabili del loro destino perché fosse garantita la loro libertà. In questo connubio di responsabilità e libertà, che trova le sue radici nella religione cristiana, risiede lo spirito americano. Lo spirito americano nella sua essenza è infatti l’assunzione collettiva della responsabilità individuale per la creazione e conservazione della libertà di tutti e di ciascuno. In questo senso vanno lette le parole di General Michael Flynn [3], uno dei principali promotori e protagonisti di questo processo. Da quasi un anno egli va ripetendo instancabilmente, in interviste e podcasts, che local action has national impact (l’azione a livello locale ha un impatto nazionale). Parte di quello che sentiamo e vediamo da un anno a questa parte riguardo la politica americana non è quindi altro che frutto di una strategia portata avanti dai militari americani [4] per svegliare le coscienze, per educarle alla conoscenza del male che la struttura di potere apparentemente ancora al comando è stata capace di commettere. Sono trapelate informazioni, di cui non posso garantire l’assoluta fondatezza ma la cui veridicità è assai probabile, di tunnel sotto la Casa Bianca e tutto intorno allo Stato di Washington dove venivano tenuti in prigione centinaia di migliaia di bambini schiavizzati. La falsa amministrazione Biden sarà quindi tenuta in piedi fino a quando questo duplice processo, di educazione degli americani non ancora consapevoli da un lato e di formazione di una classe di americani capaci di prendere in mano le redini del potere a livello locale dall’altro, non sarà completato. C’è un enorme risveglio in atto in America. Un risveglio spirituale, come forse mai non si è verificato nella storia dell’umanità, attende l’America e il mondo intero. Invece del Great Reset, ovvero caos, distruzione e creazione ex-novo di un uomo schiavo che l’élite globale voleva realizzare, sembra invece che un Great Reawakening, un grande risveglio, un ritorno ai fondamenti della civiltà americana, si profili all’orizzonte. Anche in questo caso è necessario qualche chiarimento. La cronologia da me utilizzata, che fa iniziare questa falsa percezione da novembre 2020, è indicativa e non assoluta.  Quella data è un momento cruciale perché assistiamo a un rovesciamento di ruoli. I militari assumono il comando della nazione americana fingendone il funerale [5], cioè l’insediamento di un presidente illegittimo che aveva il ruolo di completare la sua distruzione. Ma gli artefici di questa falsa percezione, avendo dovuto vivere come in clandestinità durante tutto il periodo precedente, hanno dovuto mettere in atto molteplici finzioni giàprima di novembre 2020. La messinscena della morte di JFK Junior nel 1999 (di cui parlo in [1]) è forse una di queste finzioni e se il volto del figlio di JFK dovesse riapparire sarebbe come se il volto della vera America tornasse alla luce.

Riuscire a vedere attraverso tutta la confusione che gli agenti, white and black hats (buoni e cattivi), della falsa percezione creano quotidianamente è così difficile che sembra quasi impossibile. Siamo veramente in una guerra di informazioni e abbiamo bisogno di tutto il discernimento che Dio nella sua bontà possa donarci. C’è un passo nella Bibbia dove a un Re d’Israele viene domandato che cosa avrebbe chiesto a Dio se avesse potuto chiedere una cosa soltanto e questo Re saggio risponde di non desiderare fama o ricchezze ma discernimento. Infatti, che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina sé stesso? La strada da percorrere può essere ancora lunga, il processo in atto non è destinato a concludersi domani, ma c’è luce in fondo al tunnel, una luce enorme che racchiude tutto l’amore che Dio ha per l’America e per noi.

Note:

[1] https://www.corriereregioni.it/2022/01/17/attualita-di-john-f-kennedy-di-luca-rossi/

[2] https://www.devolution.link/ contiene una serie di articoli e video dove questo processo di devoluzione viene spiegato e approfondito

[3] https://www.generalflynn.com/ per maggiori informazioni su General Michael Flyinn

[4] In https://patelpatriot.substack.com/p/devolution-part-9 viene descritta la struttura del potere militare negli Stati Uniti d’America. Da questa struttura risulta molto chiaro che i militari potrebbero avere avviato il processo di devoluzione su ordine del Presidente degli Stati Uniti e mantenuto segreto questo processo fino ad ora per ragioni di sicurezza nazionale.

[5] È interessante notare che gli spari dei cannoni durante l’insediamento di Joe Biden non hanno seguito il protocollo ufficiale per un nuovo Presidente degli Stati Uniti ma quello usato per il funerale di un alto rappresentante.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 01 Febbraio 2022

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