mercoledì, 25 Maggio 2022
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La vera emergenza è riprenderci la nostra vita di Francesco Lamendola

Un Paese di “vecchi egoisti”: l’errore di aver delegato tutto della nostra esistenza. La tragedia della Chiesa cattolica: dei “falsari” si sono impadroniti del simbolo della croce di Francesco Lamendola  

Il colpo di stato globale che è scattato nel marzo del 2020 e che da quasi due anni ci tiene sotto scacco, spogliati dei nostri diritti fondamentali, persino quello di uscir di casa o di avere un funerale decente, e al quale la maggior parte di noi ha dato più o meno tacitamente il proprio consenso, è solo l’ultimo anello di una catena da schiavi che da anni e decenni era stata forgiata e ci era stata messa ai polsi e alle caviglie; una catena che non avevamo percepito perché era tenuta dai nostri carcerieri talmente lenta, e perché era così ben dissimulata, da sfuggire alla consapevolezza di quasi tutti.

Ci siamo fidati troppo e troppo a lungo: per un eccesso d’ingenuità o forse, spesso, per una forma di pigrizia, essendo in tutt’altre cose affaccendati che prenderci cura di noi stessi in quello che è essenziale; abbiamo delegato la responsabilità di tutti gli aspetti principali della nostra esistenza. Abbiamo delegato al medico la responsabilità della nostra salute, al giornalista quella della nostra informazione, all’impiegato di banca quella dei nostri risparmi, al professore quella dell’educazione dei nostri figli, al prete quella di indirizzarci nella maniera giusta di conoscere e adorare Iddio. Ciò poteva andar bene al tempo dei nostri genitori, o meglio dei nostri nonni, perché il medico, il giornalista, l’impiegato di banca, il professore e il prete, fino agli anni ’60 del secolo scorso, erano ancora persone ben formate professionalmente e moralmente, capaci e disposte a fare la loro parte secondo scienza e coscienza. Il medico, per dirne una, aveva di mira la cura e la guarigione dei suoi pazienti: non era ancora un pavido impiegato statale che applica senza batter ciglio i protocolli sanitari che gli vengono imposti dall’alto e che palesemente vanno contro tutto ciò che la sua coscienza professionale gli suggerirebbe, ad esempio non consigliare un vaccino dubbio ai suoi pazienti, e specialmente ai bambini. Oggi tutte queste figure professionali obbediscono a un potere che è nostro nemico e che vuole il nostro male, non certo il nostro bene; e dunque si sono fatte serve di esso in un gigantesco progetto malefico, del quale forse non sono del tutto consapevoli, ma rispetto al quale sono perlopiù disposti a obbedire e a tacere, rifugiandosi dietro mille scuse e pretesti per non seguire la voce della scienza (quella vera, non quella dei sedicenti esperti che di fatto sono i piazzisti delle multinazionali del farmaco, per le quali in effetti lavorano) e della coscienza (che evidentemente non hanno più). Il nostro sbaglio, però, risale indietro nel tempo: non a un paio d’anni fa, ma a trenta o quaranta, e forse più. Ci siamo scordati, o abbiamo fatto finta di non sapere, che la responsabilità primaria della nostra salute spettava e spetta a noi e a nessun altro; e che la maniera migliore di averne cura era, ed è, condurre uno stile di vita sano, facendo in modo di prevenire le malattie, sia fisiche che psichiche, avendo tutte le attenzioni verso di essa, dall’alimentazione al moto quotidiano, che nessun medico può surrogare, perché il medico non può fare la spesa al reparto alimentari al posto nostro, né fare per noi la passeggiata quotidiana che serve a ossigenare il sangue, sostenere il tono muscolare e tener sotto controllo la pressione arteriosa.

E mentre noi eravamo vittime di questa amnesia, mentre il nostro senso di responsabilità verso noi stessi era beatamente in vacanza, la figura del medico è cambiata. Inquadrato a livello universitario secondo un’ideologia rigidamente materialista e scientista; addestrato a ignorare e disprezzare tutto ciò che non proviene da quella visione e da quel tipo di cultura, anche se ciò darebbe probabilmente buoni risultai nella cura del paziente; lusingato dai rappresentanti delle ditte farmaceutiche, che gli fanno intravedere remunerazioni e facilitazioni professionali se s’impegna a prescrivere il maggior numero di farmaci chimici, anche dove non ce ne sarebbe bisogno, trasformando il paziente in una sorta di malato cronico, eternamente dipendente da quel farmaco o da altri farmaci, destinati a riparare gli effetti collaterali indesiderati che il primo provoca alla salute, costui è divenuto molto spesso un borioso mercenario, nonché un automa insensibile al fattore umano, che a malapena guarda negli occhi il suo paziente e si ritiene pago e soddisfatto se ha portato a buon fine la terapia prescritta, anche se il risultato conclusivo è stato – e non  parliamo per paradossi, ma per esperienza personale – la morte del paziente. L’importante è aver fatto un intervento chirurgico a regola d’arte, o aver fatto scomparire quella tale sintomatologia; se poi il paziente muore per l’insorgere di complicazioni legate, direttamente o indirettamente, proprio ad un simile approccio diagnostico e terapeutico, ebbene pazienza, lui non può sentirsi responsabile di tutto ciò che accade nel vasto mondo. Come dire che non ha più una coscienza; che ha anestetizzato per sempre la propria solidarietà umana nei confronti del paziente.

La stessa cosa si può dire per le altre figure professionali: giornalisti, impiegati di banca, insegnanti, preti, magistrati, forze dell’ordine. La gente si fidava di loro, anche perché provenivano dal seno del popolo: quanti figli di operai e di contadini, a forza di sacrifici dei loro genitori, sono diventati infermieri, dottori, professori, giudici, giornalisti più o meno di grido? Anche per loro, tuttavia, c’è stata la fatale involuzione. Il potere mondialista, quello della grande finanza, un poco alla volta si è comperato tutto, compresi i meccanismi di controllo: per cui, nel giro di un paio di generazioni, essi hanno smesso di lavorare per il bene della società, e hanno cominciato a lavorare nell’interesse dei loro padroni occulti. Magari senza rendersene pienamente conto. E contro il bene della collettività, dei loro genitori, dei loro fratelli, dei loro colleghi. Per chi lavora un poliziotto che carica dei pacifici lavoratori in sciopero? E per chi lavora un magistrato che emette un provvedimento di D.A.S.P.O. nei confronti di un sindacalista che esercita il suo legittimo diritto a esprimere il proprio pensiero? È triste, ma è così, e bisogna prenderne atto: il sistema del controllo globale ha armato i figli contro i genitori e i fratelli contro i fratelli. Ormai ci sono non solamente vicini di casa, ma perfino congiunti che denunciano il proprio padre o la propria madre perché, ad esempio in qualità di medici, seguono la propria coscienza e sconsigliano ai propri assistiti di ricorrere al sacro vaccino. E ci sono figli minorenni che denunciano i propri genitori perché vorrebbero impedir loro di vaccinarsi, mentre essi non vogliono rinunciare al calcio, alla pallavolo, o semplicemente al cinema e ai concerti. Molto, molto triste: ma tale è il mondo che ci siamo costruiti. Un mondo pieno di nonni, che, come osserva giustamente lo psicologo Claudio Risé, si stanno rivelando la quintessenza della cattiveria e dell’egoismo: altro che saggezza di una vita ben vissuta. La conferma di Mattarella alla presidenza della Repubblica e di Draghi alla presidenza del Consiglio sono la prova provata di questa tristissima verità: che l’Italia è divenuta un Paese di vecchi egoisti, tesi unicamente a blindare se stessi e conservarsi eternamente poltrone e privilegi, sbarrando ferocemente il passo a qualunque possibile rinnovamento, a qualsiasi fresco alito di tempi nuovi e nuove generazioni.

Una società in ostaggio di vecchi preoccupati unicamente di se stessi è una società che non ha futuro: e infatti vediamo che la massima preoccupazione dei nostri politici è quella di assicurare ai giovani il diritto di dichiarare l’appartenenza a un orientamento sessuale soggettivo, e naturalmente a tutti di abortite, presto anche di comprarsi un figlio su catalogo; ma che non fa nulla per aiutare le famiglie (quelle vere), per aiutare le ragazze madri (sappiano benissimo che non è politicamente corretto chiamarle così, ma intanto è un fatto che sono lasciate sole, e che vengono “assistite” solo se decidono di disfarsi del nascituro: che ripugnante ipocrisia!), per promuovere la vita, per incentivare le nascite. Logico: con ministri come Cingolani, secondo i quali siamo in troppi sulla Terra e bisogna che la popolazione venga radicalmente sfoltita, e come Colao, che da libero professionista promuoveva la digitalizzazione e ora, da ministro del governo, promuove del pari la digitalizzazione, cioè quel sistema che priva la gente del proprio denaro contante e la mette nelle mani di qualsiasi ricatto bancario o statale, senza che alcuno veda in ciò un lieve, lievissimo conflitto d’interessi, che altro ci si dovrebbe aspettare? Il sistema protegge se stesso, blinda se stesso, estirpa alla radice tutto ciò che potrebbe dargli fastidio. Non si era mai visto, nella storia, un totalitarismo così perfetto e così ben dissimulato dietro le vuote formule retoriche del dialogo, della solidarietà, dell’inclusione, e chi più ne ha, più ne metta.

E adesso due parole sul valore dei simboli quale espressione di ideali e sentimenti di significato immateriale, che le politiche della globalizzazione stanno volutamente oscurando, distruggendo o deformando, secondo le linee di una precisa e ben studiata strategia (vedi il nostro precedente articolo: Distruggere le identità per colpire a morte l’uomo, pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 01/02/22). Abbiamo visto che la bandiera del reggimento, per i soldati o, nel caso dei cristiani, la croce, sono simboli carichi di significato, capaci d’infiammare l’animo di quanti credono non nel simbolo in se stesso, ma in ciò che esso che sta a rappresentare, e che darebbero anche la vita per difendere i valori che vi trovano espressione. Ebbene, un aspetto caratteristico della strategia malefica del potere globalista consiste nell’impossessarsi di quei simboli e capovolgerne il significato. Che cosa è successo nella Chiesa cattolica, dopo che il Concilio Vaticano II ha silenziosamente cambiato la sua ragione sociale, e ha sottilmente (all’inizio) modificato, e da ultimo capovolto, il suo millenario insegnamento? Che cosa succede da quando il cardinale Bergoglio si è impossessato della croce e va predicando al mondo una religione che non è più quella cattolica, e che pertanto con la croce non c’entra nulla? Anzi, va predicando che la Via Crucis è la storia del fallimento di Dio, e che le Persone della Santissima Trinità sono in continuo litigio fra loro: che cosa succede, se non che quella chiesa non è più la Chiesa di Cristo, e quella dottrina non è più la dottrina cattolica, però la stragrande maggioranza dei fedeli non se n’è minimamente accorta, non sospetta per niente l’atroce inganno e la frode infernale che sono stati consumati alle sue spalle?

Che cosa succede, se non che milioni di cattolici vengono traghettati fuori dalla vera dottrina e dalla vera Chiesa, in un territorio sconosciuto e tenebroso, popolato da idoli pagani come la Pachamama, da oggetti ambigui e sacrileghi: crocifissi che non sono crocifissi, pastorali che non sono pastorali, presepi che non sono presepi, immagini di Cristo e della Vergine Santissima che non è più la Vergine Santissima, ma una ragazza qualsiasiuna donna come tanteuna meticciauna profuga, niente affatto speciale: nessuna Immacolata Concezione, dunque, che non bisogna invocare come la Madre di Dio e l’alta protettrice dei fedeli, per non cadere in una forma d’idolatria? Questa è la tragedia odierna della Chiesa cattolica: che dei falsari si sono impadroniti del simbolo della croce, recitano il Padre nostro (modificato), celebrano la santa Messa (modificata), annunciano il Vangelo di Gesù Cristo (modificato), ma quella croce non è la vera croce, quella messa non è più la vera Messa, e quel vangelo è tutt’altra cosa dal Vangelo del Nostro Signore, il quale dice di Sé: Io sono la via, la verità e la vita (e non: Io e la PachamamaIo e AllahIo e BuddhaIo e il climaIo e i migrantiIo e il vaccino); mentre san Paolo ammonisce (Galati,1,8): Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! Possibile che a nessuno di tanti devoti cattolici sorga il dubbio che il cardinale Bergoglio stia annunciando un vangelo che è diverso da quello vero, da quello portato agli uomini da Gesù Cristo e fedelmente tramandato, per millenovecento anni, dalla Chiesa cattolica?

Riassumendo. Dobbiamo scuoterci, uscire dall’ipnosi collettiva e riprenderci la nostra vita: la responsabilità della nostra salute, dei nostri risparmi, dell’educazione dei nostri figli; e ristabilire, con l’aiuto dei pochi sacerdoti ancora fedeli a Gesù Cristo, la vera dottrina e la vera Chiesa. Questo dobbiamo fare: tutto il resto è chiacchiera e ozioso passatempo. Dobbiamo riprenderci la sanità che ci è stata espropriata, le forze dell’ordine che sono state rivolte contro di noi, la magistratura che ora serve i padroni della finanza, la scuola che diseduca e indottrina i nostri figli, la stampa e le reti televisive che stanno facendo terrorismo psicologico da due anni e mezzo, per conto dei loro proprietari occulti (o neanche tanto occulti: ma ormai l’indottrinamento è tale che il pubblico non si riscuote nemmeno di fronte all’evidenza). Dobbiamo rifiutare ogni forma di pubblica menzogna, ristabilire la verità e chiamare delitto contro Dio e contro l’uomo l’aborto volontario; siero genico sperimentale dai pericolosi effetti collaterali quello che viene spacciato per vaccino; falsa emergenza sanitaria quella che viene usata come pretesto per incatenarci e controllarci; falsa democrazia quella che serve per ridurci all’impotenza; falso parlamento quello che avalla decreti legge che scavalcano e oltraggiano la Costituzione; falso governo nazionale quello che serve interessi tutt’altro che italiani e tutt’altro che disinteressati. Chi ha dato a costoro il diritto di vaccinare a forza militari, poliziotti e carabinieri? Quando i militari, i poliziotti e i carabinieri hanno giurato di difendere la Patria, immaginavano forse che sarebbero stati utilizzati per opprimere gli onesti cittadini i quali esercitano il sacrosanto diritto di rifiutare un  vaccino del quale non si fidano?

Quando la partita si gioca coi dadi truccati e al tavolo siedono dei bari, le regole non valgono più…

Vedi anche:

Distruggere le identità per colpire a morte l’uomo –LA DISTRUZIONE DELLE IDENTITA’

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 02 Febbraio 2022

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