mercoledì, 25 Maggio 2022
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Per ritornare “Italiani liberi” di Luca Rossi

La grande sfida, la buona battaglia, a cui tutti siamo chiamati di partecipare, è quella di creare un nuovo modo di vivere insieme, un nuovo ordine italiano, non per trasformare l’uomo, ma per tornare ad essere quello che siamo, cristiani ed italiani di Luca Rossi

La mancanza di legalità, l’anticostituzionalità, di quanto è accaduto negli ultimi due anni, e che minaccia di continuare ancora, nei prossimi mesi, sono sotto gli occhi di tutti. Non serve essere un esperto di Costituzione, per comprendere il fallimento della democrazia liberale e della partitocrazia. Per questo motivo, dovremmo stare molto attenti, a quei partiti o movimenti, che sono nati, stanno nascendo, o nasceranno in futuro, per intercettare questo senso di sfiducia e di disfatta, e dargli una qualche forma e organizzazione. Ci sono buone probabilità, che questi partiti e movimenti, non siano altro che un’altra presa in giro del popolo italiano, un’altra falsa opposizione. A diffidare di tutto e di tutti, lo so, si fa peccato, ma è anche vero che affidarsi all’ennesimo banditore, mascherato da eroe del popolo, sarebbe un peccato imperdonabile. Non possiamo fare nomi, a causa della censura, ma i nomi li conosciamo tutti. Milioni di italiani sono stati feriti dai tradimenti dei leader di questi partiti e movimenti. Basta, non possiamo più permettercelo, dobbiamo fare qualcosa per evitare che questo accada ancora. Ma perchè questo non accada dobbiamo agire su due fronti: ideale e organizzativo. Cioè dobbiamo offrire una sintesi, facilmente comprensibile da chiunque si senta tradito e solo, e che offra risposte, chiare e semplici, alle motivazioni sia del tradimento subito, che della solitudine percepita. E dobbiamo creare strutture, sul territorio, dentro la società, dove queste risposte si trasformino in azioni, strutture che gli italiani possano utilizzare, per uscire dalla loro solitudine. Penso che questo sia il criterio fondamentale, per distinguere falsa e vera opposizione. Quei movimenti e partiti che si sono autoproclamati difensori dell’identità e degli interessi degli italiani, non si sono adoperati alla creazione di queste strutture, le quali avrebbero avuto il compito di liberare gli italiani dal senso di impotenza e solitudine in cui erano immersi, ma si sono invece dedicati alla creazione di altre strutture, di natura propagandistica o utopistica, invisibili alla maggior parte del popolo, strutture di marketing, utili ad intercettare i sentimenti di frustrazione e scontento, ad orchestrarli e nutrirli con arte e cinismo, e poi, alla prova dei fatti, a tradire la fiducia di quanti si erano illusi, che il guerriero padano li avrebbe difesi dall’invasione straniera, immigrazionista e speculativo-finanziaria, che la democrazia partecipata, attraverso una piattaforma online, fosse la fine della vecchia politica e non una truffa colossale. Da ora in poi, è necessario pretendere, da chiunque ci chieda il nostro supporto politico e morale, la realta’ concreta e visibile delle sue strutture organizzative, dobbiamo capire come possiamo utilizzarle e trarre beneficio da esse, quale ne sia il beneficio per la nazione, come esse incarnino le idee a cui abbiamo convintamente aderito. In poche parole, bisogna inventare un nuovo modo di fare politica, e farla finita con la politica dei partiti e del marketing.
Queste strutture devono essere nuove, ma compatibili con la nostra storia e la nostra identità, autonome e indipendenti, locali e solidali, strutture in qualche modo necessarie, perche’ già operanti a un livello di inconscio collettivo, iscritte nel dna di una nazione formata da un’infinità di realta’ particolari. L’imposizione dall’alto, da parte delle elites culturali e politiche del Risorgimento, di uno Stato burocratico e centralizzato, e l’ideologia globalista, che ha asservito l’Italia al potere finanziario internazionale, hanno strozzato queste realtà particolari, succhiando il sangue per secoli, ed ora sono pronte a completare il lavoro, e a gettare via il bambino con l’acqua sporca. Si tratta di restituire l’Italia alla sua naturale forma politica, prima che sia troppo tardi, e riconoscere che siamo stati vittime di una violenza politica e culturale che ha snaturato le nostre esistenze, fino a rovinarle. Per questo è importante convincere gli italiani, che non si interessano di politica, e tantomeno di cultura, che ora abbiamo bisogno soprattutto di loro. Non importa quanto rovinate siano le nostre vite, quanto stanchi e disillusi siamo diventati, questo è il momento di pensare e di agire. Perchè cultura e politica questo sono, pensiero e azione, e nessuno deve mai credere che ciò che pensa e fa non sia importante in nessun modo, lo è sempre invece, nei confronti di Dio sicuramente, ma anche per gli altri uomini. Non è vero che niente sta accadendo, stanno nascendo diversi comitati e associazioni, per la maggior parte di matrice cattolica, ma serve una forza che realizzi una sintesi e crei appunto le strutture, dove le forze che ora si trovano disperse in tanti contenitori politici e culturali, si riuniscano in una sola forza dalle tante ramificazioni. È necessario uno studio dettagliato dei principali problemi economici, sociali, giuridici e sanitari che stanno affliggendo la nostra nazione, un piano di azione nel tempo, una gerarchia di ruoli, un coordinamento su tutto il territorio nazionale, degli strumenti di formazione e di educazione. Soltanto l’esistenza di queste strutture, si badi bene, confermerà agli italiani che si tratta di una vera opposizione, e li trascinerà fuori dal loro stato di solitudine e disperazione. Il lavoro da fare è enorme, la fatica di rompere il muro di diffidenza e di solitudine, prima in noi stessi e poi negli altri, e il dover difendersi da un nemico che ha a disposizione mezzi enormemente superiori, creano un senso di impossibilità e di rinuncia. Eppure non abbiamo alibi, non possiamo voltarci dall’altra parte, e dire che non sappiamo essere qui, dentro questa dinamica politica e culturale, per la creazione di nuove strutture al servizio della vita civile, di italiani liberi ed indipendenti, che ogni nostra energia va spesa e misurata.

Ma quali strutture? Vediamo di tracciarne un breve elenco. Una struttura centrale che si occupi della definizione e creazione delle singole strutture e della selezione degli uomini responsabili per ciascuna di esse. Una struttura tecnologica, dedicata alla creazione di un sistema di comunicazione informatico, indipendente dai canali mainstream, ospitato da server propri, in cui gli aderenti possano comunicare e organizzarsi liberamente. Una struttura di ricerca per ciascuno dei seguenti settori: economico e sociale, giuridico, sanitario. Una struttura di educazione e formazione, focalizzata alla diffusione di conoscenze storiche e filosofiche che combattano la visione globalista e antitaliana e promuovano il senso di identità e di orgoglio nazionale. Una struttura territoriale, che si possa avvalere del sistema informatico per la prassi organizzativa e il reperimento dei contenuti. Una struttura politica, che stabilisca date ed obiettivi, e sulla base dei risultati delle ricerche, sia in grado di passare dalla teoria all’azione. E infine, una struttura valoriale, che possa offrire l’orizzonte spirituale a tutte le altre strutture. Come già detto prima, esistono comitati e associazioni, d’ispirazione cattolica, che in qualche modo si stanno facendo carico della creazione di queste strutture. I valori su cui essi si basano sono quelli della nostra morale e tradizione cristiana. La grande sfida, la buona battaglia, a cui tutti siamo chiamati di partecipare, è quella di creare un nuovo modo di vivere insieme, un nuovo ordine italiano, non per trasformare l’uomo, ma per tornare ad essere quello che siamo, cristiani ed italiani.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 21 Febbraio 2022

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