mercoledì, 25 Maggio 2022
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Lo Sport “Virtuale” di Andrea Cometti

Betis Siviglia-Zenit 0-0: in tempi di guerra e pandemia meglio darsi all’ippica, anzi al “Curling”. Come ci siamo abituati a convivere con psico-nani, comici “politici” e ballerine: viva i nuovi gladiatori apolidi del “Circo Italia” di Andrea Cometti  

Betis Siviglia-Zenit di San Pietroburgo 0-0: in tempi di guerra e pandemia, meglio darsi all’ippica, anzi al Curling!

Cari amici sportivi collegati da remoto, tra pandemie, mascherine e guerre più o meno “virtuali”, ormai dobbiamo prenderne atto: il vero sport, anche quello fisicamente praticato, ci è stato definitivamente scippato, ridotto a mero business mondializzato per mercenari apolidi; seguito da un inebetito pubblico pagante, di pigri poltronauti abbonati al nulla.

Tutto è stato cooptato alla causa del dio denaro e the show must go on, così mentre lo Zar Putin si riprende la sua Ucraina “americanizzata”, si gioca Betis Siviglia-Zenit di San Pietroburgo in barba a minacce di sanzioni, Terze Guerre Mondiali e balle varie: 750 agenti a godersi la partita e risultato scontato, Zenit diplomaticamente eliminato con un gol annullato ai russi da un Var “barzelletta”.

Il giocattolo si è rotto da un pezzo e il re è ormai nudo, lo si era visto alle Olimpiadi invernali di Pechino, inaugurate dal presidente cinese insieme a Vladimir Putin, freschi di un silenziato patto politico d’acciaio, che ha spiazzato gli Usa del golpista Biden con le sue Tv-giornali e relative narrazioni surreali. I russi, per chi non lo ricordasse sono stati cacciati da qualche anno dalle competizioni internazionali e olimpiche per ipotetici infrazioni legate al doping: cancellati gli storici medaglieri e boicottati gli atleti non allineati alla monopolistica cupola americana del business.

Il caso del coraggioso Novak Djokovic, nr. 1 del tennis mondiale è emblematico dell’attuale tragico e surreale momento sportivo, paradigma di quello mondiale, ormai chiaramente viziato e programmato con pandemie pilotate e vaccinazioni coatte volte a imporre un Nuovo Ordine Mondiale.

Oggi, la vera e genuina competizione sportiva è letteralmente sparita, allineata al politically correct dell’animalismo, dell’ambientalismo e dell’identità sessuale: alcune discipline sono praticamente scomparse o rischiano l’estinzione, come la boxe, ferma ai tempi di Mike Tyson, alla lotta greco-romana e all’ippica stessa: anche il Palio di Siena rischia seriamente di chiudere i battenti per presunta “troppa violenza” sui cavalli.

Per i padroni del vapore e i loro media di regime, la para-olimpiade ha ormai superato l’olimpiade storica stessa per prestigio e visibilità: oggi l’importante non è vincere, ma partecipare, quindi avanti tutta con ex campioni alla Pellegrini o Usain Bold, tappeti rossi alle Bebe Vio o agli Alex Zanardi e fatti sparire i Giammarco Tamberi o i Marcel Jacobs.

Al vetusto gioco del pallone, poi si preferisce promuovere l’innoquo Curling ed è proprio triste osservare quegli spalti “virtuali” con le poltroncine colorate negli Stadi e i boati registrati di un pubblico festante, che non c’è.

Forse tutto cominciò nel 1987 con quel maledetto salto di Evangelisti a Roma di 7,91 misurato 8,38 per volere di un’atletica politicizzata e corrotta o forse con la suicida legge Bosman di 30 anni fa, che svincolando gli atleti dalle società sportive ha creato questo mondo di famelici e tirrannici procuratori.

Dalla scuola, all’università, fino alla politica ci siamo abituati a convivere con psico-nani, comici “politici” e ballerine: viva i nuovi gladiatori apolidi del Circo Italia!

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 25 Febbraio 2022

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