mercoledì, 25 Maggio 2022
HomeUEPolitica UeBucha: un massacro con qualche sospetto di Michele Rallo

Bucha: un massacro con qualche sospetto di Michele Rallo

Le opinioni eretiche di Michele Rallo

Avrei voluto scrivere questo articolo dopo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, richiesta dai Russi per portare le prove – a loro dire – della fabbricazione di una sceneggiatura falsa del massacro di Bucha. Nulla di strano, se non che per l’opposizione della presidenza inglese alla convocazione del Consiglio, quasi che Londra – i cui servizi segreti sono attivissimi a Kyiev – tema che da un dibattito pubblico possano venir fuori delle veritá molto, molto scomode. Al momento in cui scrivo queste note, sembra che Mosca ce l’abbia fatta. Speriamo.

In ogni caso – a sommesso parere di chi scrive – nessuna delle due versioni sul massacro di Bucha é esattamente vera al cento per cento. La veritá vera – come spesso avviene in casi del genere – sta probabilmente a metá strada. Ci sará certamente stata una strage o, comunque, l’uccisione di un elevato numero di ukraini (civili o combattenti senza divisa) da parte di soldati russi. Sono orrori “collaterali” ad ogni guerra: basta che un reparto sia comandato da un ufficiale sadico o crudele, e la stragi saranno immancabili, con violenze, stupri, nefandezze di ogni genere. Crimini di guerra, certamente, ma crimini imputabili ai singoli, non ad una leadership nazionale. Non a Putin, nello specifico. E non a Zelenskyi, per molti altri crimini di guerra compiuti da truppe ukraine in questi giorni (e naturalmente ignorati dai media occidentali).

Ci sará certamente stata una strage – dicevo – ma probabilmente ci sará anche stato il tentativo ukraino di ingigantire la cosa, magari gabellando qualche episodio isolato come un comportamento generalizzato delle truppe occupanti, e magari “arricchendo” la realtá, giá di per sé drammatica, con l’aggiunta di un rilevante numero di cadaveri estranei – per cosí dire – ai fatti di Bucha.

Quella di confezionare fosse comuni e di “uccidere” una seconda volta uomini che sono morti da qualche giorno é una pratica non proprio rarissima di certi servizi segreti; soprattutto quando si vuole prendere a pretesto un fatto di sangue per emozionare l’opinione pubblica ed avere una scusa per massacri piú grandi. Non moltissimi anni fa – ricorderá forse qualcuno – il cosiddetto “Occidente” mosse guerra alla Jugoslavia perché a Račak, in Kosovo, erano stati rinvenuti i corpi di 45 civili (o presunti tali) giustiziati con un colpo di pistola alla testaa. Gli americani gridarono al crimine di guerra, gli europei si indignarono a comando, gli aerei NATO  andarono a bombardare la Serbia, e gli USA portarono a casa con poco sforzo il risultato voluto. Cioé, l’aggressione ad uno Stato sovrano (la Jugoslavia), l’amputazione di una sua parte (il Kosovo) e l’alterazione degli equilibri europei a loro vantaggio. Ebbene, indagini successive avrebbero sollevato piú di un dubbio sulla autenticitá del massacro: a detta di molti, infatti, i 45 cadaveri erano giá… morti, prima che “qualcuno” si prendesse il disturbo di giustiziarli con un postumo colpo di pistola alla testa.

Ora – se ho ben capito – i Russi sospettano qualche cosa del genere. Pensano che si sia trattato di un pretesto per la solita recita di Zelenskyi in mondovisione. Se nonché, nella fretta di confezionare il video destinato a indignare il mondo civile, gli hollywoodiani servizi segreti di Kyiev avrebbero commesso alcuni errori marchiani. Innanzitutto, la scelta della location: i Russi avevano lasciato Bucha da quattro giorni, e per quattro giorni le autoritá ukraine rientranti non avevano fatto cenno a stragi, torture, esecuzioni sommarie, eccetera. Dopo quattro giorni, ecco apparire come per incanto file di morti insepolti, fosse comuni e montagne di cadaveri straziati.

Gli Americani giurano, naturalmente, sulla autenticitá del quadro prospettato dagli Ukraini. E i governi delle colonie europee, manco a dirlo, credono a occhi chiusi alla veritá americana. Al punto di correre a darsi un’altra martellata sugli zebidei pur di “far male” alla Russia. Anche se – é sotto gli occhi di tutti – fino a questo momento le sanzioni hanno fatto piú male a noi che a Mosca.

Per fortuna, lo spirito di conservazione dei Tedeschi é servito a limitare i danni, impedendo che le nuove sanzioni europee si estendessero anche al gas. Altrimenti – fosse stato per i guerrieri italiani – dopo l’estate saremmo giá con un altro robusto supplemento di imprese in liquidazione e con i riscaldamenti spenti. Non per sempre, per caritá. Servono soltanto “due o tre anni” per riuscire a sostituire il gas russo con quello di altri fornitori. Ammesso che la “transizione ecologica” ci lasci qualche spicciolo per acquistare il gas al doppio di quanto paghiamo adesso.    

Allegria, gente. Questo é il governo “dei migliori”. Temo che ci faranno rimpiangere anche il governo Monti-Fornero.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 08 Aprile 2022

Most Popular

Recent Comments