mercoledì, 25 Maggio 2022
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Macron: “Les jeux sont faits” di Andrea Cometti

L’analisi del voto presidenziale in Francia: vincono l’astensionismo e le “schede bianche” al 36,61%, Macron “perde” rispetto alle elezioni precedenti, ma vince. Cosa sarebbe successo se al ballottaggio ci fosse andato Melanchon? di Andrea Cometti  

L’analisi del voto presidenziale in Francia: vincono l’astensionismo e le schede bianche al 36,61%, Macron “perde” rispetto alle elezioni precedenti, ma vince e si trova a governare un paese spaccato.

Due domande: cosa avrà da festeggiare Marine Le Pen dopo questa “seconda” sonora sconfitta, ma soprattutto cosa sarebbe successo se al ballottaggio ci fosse andato Melanchon, escluso da un solo 1,20% dalla Le Pen?

Madame e Monsieur “Tous les jeux sont faits” tutti i giochi sono fatti: Emmanuel Macron l’uomo dei Rothschild e dei poteri mondialisti si riconferma presidente!

I numeri! Al secondo turno delle elezioni francesi gli aventi diritto al voto sono stati 48.752.500, (su una popolazione di 68.303.234) votanti 35.096.391 per cui gli astenuti sono stati 13.655.109 con un record del 28,01%, a cui si aggiungono le schede bianche 2.228.044 e le schede nulle 790.946 per un totale dell’8,60% e un totale generale di francesi, che hanno rifiutato il sistema politico-elettorale veramente impressionante al 36,61%.

I risultati definitivi vedono a Macron 18.779.641 milioni di voti (58,54%) mentre per la Le Pen hanno votato 13.297.760 milioni di francesi, ergo Macron è appoggiato dal solo 38,5% dei francesi “votanti” e dal 27,4 del totale generale dei francesi, (Le Pen 41,46% e un 27,7% sul totale generale): questa è la democrazia dei numeri, che però vanno tradotti in attente riflessioni.

Incominciamo. Esclusa la sinistra di Melanchon, vera manna dal cielo per Macron e cespugli vari al primo turno, con la “fascista” e filo-russa Marine Le Pen, come ampliamente previsto non c’è stata storia, paradossalmente il nome Le Pen in Francia, è come il “Mussolini” in Italia e la vulcanica Alessandra, nipote del Duce, forse avrebbe fatto un passo indietro già da un pezzo. E poi che cosa avrà da festeggiare la Le Pen dopo l’ennesima sconfitta è proprio un mistero!

Ad una prima attenta analisi sembrerebbe che la Francia si trovi in ostaggio di una “Destra estrema” forte, ma non sufficientemente forte per governare, ma l’arcano è presto rivelato chiedendosi dov’è la destra gollista dei Chirac e i socialisti di Mitterand, ovvero i partiti tradizionali francesi: sono tutti evaporati nel nulla? Ovviamente no, ma trasmigrati nel Partito degli Astensionisti e nel Partito del Nulla di Macron, presentato come il meno peggio dei peggiori!

E’ un po’ come nel Casinò Royale d’Italie del mai eletto Mario Draghi, ma stranamente appoggiato da tutte le forze del parlamento, con pseudo movimenti di scappati di casa, veri specchietti per allodole, costruiti per detenere il potere della “Grande finanza”. O come negli Usa, dove perfino i Repubblicani sponda Bush hanno appoggiato il Democratico Biden contro il “Repubblicano” Trump, che nonostante sembri abbia vinto con il 75% (e il popolo americano lo sa), si è visto scippare con il “Voto postale” un trionfo assoluto, peraltro contro un concorrente obbiettivamente improponibile.

E’ il trionfo dei pupazzi Made in Usa e dei burattini alla Trudeau in Canada, degli anonimi presidenti dell’Australia o del deserto culturale cui è ridotta la Germania di oggi: esempio: qualcuno sa come si chiama l’attuale cancelliere tedesco del dopo Merkel? Schulz, Scholz o forse è lo Strunz di Trapattoniana memoria?

Cari elettori del mondo, facciamoci una ragione, come nazioni siamo tutti destinati a sparire, Grecia docet: le èlite finanziarie “mondialiste” stanno realizzando il Nuovo Ordine Mondiale, che non prevede l’autodeterminazione dei popoli ed elezioni politiche “trasparenti” e che sono diventate ormai tutte, ma proprio tutte “Partite truccate” per illudere i popoli cloroformizzati di vivere ancora in libertà e democrazia: loro il gioco lo conoscono bene, avendolo studiato e taroccato da un pezzo, e poi da abili giocatori delle 3 carte quali loro sono, hanno già piazzato i loro lacchè ai vertici dei governi nazionali e come si sa, in questo gioco subdolo e crudele il Banco, anzi la Banca vince sempre!

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 25 Aprile 2022

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