mercoledì, 25 Maggio 2022
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Il lavoro rende liberi? di Betty Scapolan

Il lavoro serve veramente per rendere l’uomo libero ed indipendente? Oppure è solo uno strumento che serve a facilitare la crescita ed il patrimonio di certi individui, sfruttando le potenzialità di altri di Betty Scapolan

Il lavoro nobilita l’uomo; questo era un vecchio proverbio proferito da Charles Darwin (celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali). Oggi, invece, il lavoro è divenuto la nuova formula di sfruttamento e sottomissione per l’uomo, costretto a capitolare sotto innumerevoli surplus quantitativi dati da sovraccarichi, da orari straordinari non pagati in maniera adeguata, da stipendi sempre più miseri, da perdita parziale o totale dei propri diritti e da imposizioni irragionevoli, logoranti, stressanti, al fine di non essere licenziati. In egual misura, l’operaio è paragonabile alla pedina presente nella scacchiera, senza arte né parte. Egli si lascia raggirare e, consenzientemente, accetta ogni sopruso, quasi avvalorando le illegalità perpetrate ai suoi danni. La mancanza di scolarizzazione, ormai divenuta una routine quotidiana, dimostra ancor più l’incapacità di apprendere le nozioni basilari inerenti i propri diritti fondamentali ed essenziali. E mentre i sindacati festeggiano le loro molteplici vittorie ottenute negli anni, mentendo, ingannando ed abrogando le leggi che determinano le funzionalità e la costituzionalità dei contratti nazionali e territoriali, sempre a discapito dei lavoratori; i titolari d’azienda ringraziano la sorte che permette loro di arricchirsi alle spalle del povero, ingenuo, ma anche ignorante personale.L’attuale momento rende effettiva la consapevolezza di attraversare un periodo buio nella storia dell’economia italiana e non solo. Tanti fattori sono responsabili di un così forte declino. Sicuramente non ha giovato la “tegola” del Coronavirus; anzi, è stata pesante, contribuendo non poco ad una riduzione e chiusura forzata delle attività ma, anche, ha determinato una serie incalcolabile di scelte di governo prettamente non idonee e prive di senso, antidemocratiche ed incostituzionali perpetrate a più riprese in questi ultimi due anni ed in quelli passati. Esse si sono rivelate un fiasco totale per la salvaguardia dello sviluppo economico nazionale, in primis. L’importazione di manodopera dai paesi del cosiddetto “Terzo Mondo”, ha generato un ulteriore impoverimento delle infrastrutture e ciò ha determinato, oltre ad un rilevante abbassamento della qualità realizzativa nei vari settori produttivi e commerciali, anche una diminuzione contributiva della retribuzione mensile. I giovani, in età da apprendistato, vengono assunti facilmente ma con salari da fame (tra i 450 ed i 600 euro mensili), quasi quanto i contratti a chiamata, oppure a voucher. Il lavoro nero (caporalato), specie nelle aziende agricole, continua ad espandersi con personale per lo più straniero di provenienza Est Europa. Ovunque vige la regola che perora la causa comune: *Il lavoro non nobilita più l’uomo, ma lo rende schiavo!*In sostanza, il caos continua a generare caos e chi ne guadagna resta sempre il solito avvoltoio lucratore. 

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 06 Maggio 2022

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