domenica, 26 Giugno 2022
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L’ennesimo attacco ai cristiani in Nigeria: “La strage di Pentecoste a Owo” di Roberto Bonuglia

Un’imboscata a “volto scoperto”: le stime parlano di 50 morti ma colpisce il fatto che, nella chiesa cattolica, il comando armato è arrivato “indisturbato” di Roberto Bonuglia  

Nella domenica di Pentecoste è arrivata, purtroppo, una pessima notizia: nonostante l’iniziale e imbarazzante silenzio del portavoce della polizia locale Funmilayo Odunlami ‒ che non ha risposto alle telefonate ed ai messaggi di nessuno [1] ‒ si è consumato l’ennesimo attacco ai cristiani in Nigeria, il Paese più popoloso di tutta l’Africa.

La St. Francis Catholic Church di Owo, nello stato di Ondo, infatti, è stata colpita duramente durante la funzione religiosa in corso: un commando armato è entrato nel locale di culto ed ha sparato ai fedeli. Owo è la città natale del Governatore dello Stato, Rotimi Akeredolu ed il bilancio dell’attacco è drammatico: le prime stime oscillano tra i 25 ed i 50 morti, diversi sono i feriti, molti di essi in gravi condizioni come riportano le fonti locali. Un medico di un ospedale della zona, infatti, ha rilasciato una dichiarazione alla Reuters [2] nella quale ha detto che non meno di 50 corpi sono stati trasferiti al FMC (Federal Medical Center) di Owo e al St. Louis Catholic Hospital.

Una versione confermata anche da Ogunmolasuyi Oluwole che ‒ dopo aver visitato sia la chiesa cattolica dove si è consumato l’eccidio sia l’ospedale ‒ ha anche aggiunto che tra i morti e i feriti molti siano bambini.

La Nigeria non è nuova a questo tipo di persecuzioni: in gran parte della parte settentrionale del Paese, infatti, i cristiani vivono la loro vita sotto la costante minaccia di attacchi di Boko Haram, della Provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (ISWAP), dei militanti Fulani e dei criminali che rapiscono e uccidono in modo sistematico. Mentre tutti i cittadini della Nigeria settentrionale sono soggetti a minacce e violenze, i cristiani sono spesso presi di mira in modo specifico a causa della loro fede: ISWAP e Boko Haram vogliono eliminare la presenza cristiana in Nigeria, e i militanti musulmani “fulani” attaccano specificamente i villaggi cristiani.

I fulani sono un’etnia nomade diffusa in tutta l’Africa occidentale e ‒ dal 2009 ‒ hanno fatto tra le 13 e le 19 mila vittime, soprattutto tra i cristiani della Middel Belt: il motivo dell’accanimento ha diverse motivazioni visto che i fulani sono in prevalenza pastori mentre, nell’area, i cristiani sono dediti principalmente all’agricoltura e si sono in larga parte ritrovati in Nigeria per scappare da un’altra persecuzione, quella intensificatasi l’indomani della guerra in Biafra. De facto, «la grave siccità degli ultimi anni ha costretto i pastori fulani a spostarsi per cercare zone più redditizie per far vivere il bestiame. Bestiame che spesso ha invaso i campi degli agricoltori cristiani causando ulteriori scontri che si sono poi inaspriti con vere e proprie persecuzioni ai danni della comunità cristiana locale» [3].

La quale, oltre ai rischi di violenza, in alcuni Stati del Nord della Nigeria vive anche sotto la sharia, motivo per il quale sono discriminati e trattati come cittadini di seconda classe. I cristiani che si convertono dall’Islam, inoltre, ‒ come avviene anche in altri Paesi a maggioranza musulmana e non solo [4] ‒ affrontano anche il rifiuto delle loro famiglie e sono spesso spinti con ritorsioni di vario tipo a ritrattare la loro fede [5].

Lo conferma il fatto che una settimana fa il capo della Chiesa metodista in Nigeria sia stato rapito insieme ad altri due religiosi nel Sud-Est del Paese e sia stato necessario il pagamento di 240.000 dollari per la liberazione sua e dei suoi compagni di disavventura [6].

Due settimane fa, poi, due sacerdoti cattolici sono stati rapiti a Katsina, lo Stato natale del Presidente Muhammadu Buhari, nel Nord del Paese. Ad oggi, nessuno ha pagato il riscatto e non sono stati rilasciati.

Qualche tempo prima, nel mese di marzo, uomini armati hanno preso di mira il collegamento ferroviario vitale tra Abuja e la città settentrionale di Kaduna, uccidendo almeno 9 persone e rapendone a dozzine, molte delle quali sono ancora detenute e la maggior parte delle quali, manco a dirlo, sono ree di essere cristiane.

Quella di oggi è solo l’ennesima pagina di intolleranza e persecuzione che la Nigeria  al settimo posto al mondo nella classifica dei Paesi più ostili alla minoranza cristiana [7]  scrive: la novità è rappresentata dal fatto che, ormai, le violenze siano sistematiche anche nella parte meridionale dello Stato, finora meno interessata da episodi così drammatici.

Nel Nord-Est della Nigeria, infatti, già da tempo qualsiasi comunità di credenti è a rischio di attacco da parte di Boko Haram o ISWAP. A causa delle violenze, migliaia di cristiani sono costretti a vivere in campi formali o informali per sfollati interni (IDP). Questa situazione contribuisce alla vulnerabilità, perché le persone che hanno perso la casa o i propri cari ora sono effettivamente rifugiati all’interno del proprio Paese. Anche le donne e le ragazze tendono ad avere livelli di vulnerabilità più elevati e chiunque si converta dall’Islam al cristianesimo è ‒ ovviamente quanto tristemente ‒ il più indifeso di tutti.

Fatto sta che oggi, nella chiesa cattolica, il comando armato è arrivato indisturbato in prossimità del locale in Owa-luwa Street ‒ vicino, cioè, al palazzo di Olowo di Owo ‒ in autobus [8]. Una volta entrato, superando la recinzione e il cancello non solo il commando ha aperto il fuoco sui fedeli inermi, ma anche lanciato esplosivi. Si è trattato, quindi, non solo di un attacco crudele, ma di una vera e propria imboscata come riporta la testimonianza di un superstite: «Hanno teso un’imboscata e sono penetrati. Hanno sparato con le pistole e hanno usato la dinamite per entrare. Stavamo per finire il servizio. Immediatamente abbiamo chiesto alle persone di andarsene, abbiamo iniziato a sentire il rumore di spari e dinamite da diverse angolazioni. Abbiamo subito chiesto alla gente di tornare di corsa all’interno della chiesa e chiudere la porta. Ci siamo nascosti all’interno della chiesa anche se alcune persone erano già andate via quando è avvenuto l’attacco. Ci siamo chiusi in chiesa per circa 20 minuti. Quando abbiamo saputo che se ne erano andati, abbiamo aperto la chiesa e portato le vittime in ospedale» [9].

Il tutto è stato fatto dagli assalitori con il volto scoperto, forti dell’impunità che avrebbero avuto. Ciò non sorprende, visto che nel disinteresse generale delle autorità politiche nigeriane e non solo, l’escalation di violenze dei fulani contro i cristiani è frutto di un preciso progetto di eliminazione dei primi a danno dei secondi e, al contempo, la risultante dell’evoluzione che il banditismo ha avuto ‒ e sta avendo ‒ nel Paese: «Se il banditismo in Nigeria alcuni decenni fa si avvaleva di archi e frecce, negli ultimi anni i fulani si sono dotati di Ak47, diffusissimi nel Paese dopo la caduta di Gheddafi» [10].

La violenza, insomma, ha raggiunto un punto di non ritorno che non a caso ha fatto parlare alcuni analisti geopolitici di un vero e proprio «genocidio progressivo e di una slow-motion war» [11]: dall’abbrivio del Terzo millennio e con un’orribile accelerazione negli ultimi anni, le denunce accertate di omicidi, stupri, mutilazioni e rapimenti di cristiani in Nigeria sono costantemente aumentate.

Ma continuano a non fare notizia, come molto spesso succede quando ad essere perseguitati sono i cristiani. A noi il compito di scriverne, parlarne e, soprattutto, di pregare per tutti loro.

Note:

[1] T. Akinboyo, Scores dead as gunmen attack Catholic Church in Ondo, in «Premium Times», del 5 giugno 2022, ora in https://www.premiumtimesng.com/news/headlines/534929-breaking-scores-dead-as-gunmen-attack-catholic-church-in-ondo.html.

[2] F. Oxoeye, At least 50 dead after gunmen attack worshippers at church in Nigeria, in «Reuters», del 5 giugno 2022, ora in https://www.reuters.com/world/africa/gunmen-kill-worshippers-during-church-service-nigeria-media-2022-06-05/

[3] A. Costa, «Ci uccidono perché siamo cristiani». I massacri Fulani in Nigeria, in «Tempi», del 7 aprile 2022, ora in https://www.tempi.it/ci-uccidono-perche-siamo-cristiani-i-massacri-fulani-in-nigeria/.

[4] R. Bonuglia, La persecuzione che non fa notizia: quella dei cristiani, in «Corriere delle Regioni», del 31 luglio 2021, ora in https://www.corriereregioni.it/2021/07/31/la-persecuzione-che-non-fa-notizia-quella-dei-cristiani-di-roberto-bonuglia/.

[5] R. Bonuglia, I colori della persecuzione dei cristiani: “la World Watch List 2022”, in «Corriere delle Regioni», del 22 gennaio 2022, ora in https://www.corriereregioni.it/2022/01/22/i-colori-della-persecuzione-dei-cristiani-la-world-watch-list-2022-di-roberto-bonuglia/.

[6] AA.VV., Nigeria Owo church attack: Gunmen kill Catholic worshippers in Ondo, in «BBC News», del 5 giugno 2022, ora in https://www.bbc.com/news/world-africa-61697409

[7] Cfr., Open Doors, The 2022 World Watch List, Santa Ana, California, Open Doors, 2022.

[8] O. Otabor, Attackers of Owo church came in a bus- Witnesses, in «The Nation», del 5 giugno 2022, ora in https://thenationonlineng.net/attackers-of-owo-church-came-in-a-bus-witnesses/.

[9] La testimonianza è riportata in S. Oyeleke, How unmasked assailants attacked Akeredolu hometown’s church, kill worshippers -Eyewitnesses, in «Punch», del 5 giugno 2022, ora in https://punchng.com/how-unmasked-assailants-attacked-akeredolu-hometowns-church-kill-worshippers-eyewitnesses/.

[10] La dichiarazione citata, di A. Monteduro, è in AA.VV., Nigeria, strage di bambini in chiesa. Assalto di un commando durante la messa: almeno 50 morti, in «Il Gazzettino», del 5 giugno 2022, ora in https://www.ilgazzettino.it/esteri/nigeria_strage_chiesa_cattolica_morti_cosa_e_successo_veramente-6734604.html.

[11] L. Gilbert, The Crisis of Christian Persecution in Nigeria, in «Family Research Council», del febbraio 2021, ora in https://www.frc.org/issueanalysis/the-crisis-of-christian-persecution-in-nigeria.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 05 Giugno 2022

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