domenica, 26 Giugno 2022
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San Tommaso e il Sole di Luca Rossi

San Tommaso puo’ incutere timore? Agli italiani moderni auguro che possano fare esperienza, anche per un minuto soltanto, di cos’era il sole per San Tommaso e Dante, cesserebbero di essere moderni allora, e ricomincerebbero dal principio, consapevoli che Dio è, e anche essi sono, in Lui di Luca Rossi

San Tommaso può incutere timore, la mole della sua opera è così grande da mettere in crisi, persino prima di aprire un suo libro, la maggior parte dei cervelli. Inoltre, viviamo in un tempo storico dove anche per molte persone dotte la lettura della Bibbia è qualcosa di opzionale. Certo, è un bel libro, ma non diverso da altri libri ugualmente belli. La visione laica della vita e della storia, che ci ha indottrinato dalle elementari all’università, e domina ogni aspetto della cultura e dell’informazione, è all’origine di questo pregiudizio. La Bibbia non è più importante delle Mille e una notte o del Corano o dei Veda. Qualche secolo fa, nel mondo cristiano, si riteneva un uomo ignorante se non sapeva il Pater Noster e il Credo in latino, ma oggi nessuno se li ricorda, perché con lo smartphone tra le mani si credono tutti super attrezzati ad affrontare le sfide della vita. Chi li ammazza con quello in mano? Naturalmente, se avessero letto la Bibbia, essi saprebbero che quell’oggetto che hanno in mano è ciò che li sta uccidendo, non in quanto oggetto in sé, ma in quanto idolo, ma non l’hanno letta e vanno avanti dritti, chattando e postando, al primo centro vaccinale. La modernità con cui tutti si riempiono la bocca non è altro che idolatria. Ognuno si dovrebbe chiedere quali sono i suoi idoli e distruggerli. A quel punto si ritroverebbe nudo e solo, ma libero, e sarebbe costretto a ricominciare daccapo.  Ed ecco qui che arriva San Tommaso. Perché dove ricominciare se non da lui? Ma San Tommaso è soltanto un nome, e non intendiamo certo farne qui un altro idolo, quando lui stesso con la sua vita e la sua opera ci ha ricordato che non è il nome di un uomo ciò che conta, e a contare non è nemmeno ciò che un uomo rappresenta, ma conta ciò a cui un uomo punta. E San Tommaso punta noi a Dio e alla Sacra Scrittura che contiene la sua parola. Quindi, cosa vuol dire ricominciare da San Tommaso? Vuol dire che Dio esiste e che lo possiamo conoscere a partire dalle sue creature. Vuol dire che Dio è Essere e la fede che deriva dalla Rivelazione ci conduce a una maggiore sicurezza e partecipazione all’interno dell’Essere, a una percezione interiore e profonda della sua potenza e verità, e la ragione naturale ci garantisce una conferma, attraverso il suo metodo e la sua indagine, della realtà di questo Essere di cui noi siamo partecipi come lo sono tutte le altre creature, ma essendo le sole creature ragionevoli. Vuol dire soprattutto sentire, insieme alla bellezza e alla pace che emanano da questo pensiero, anche la responsabilità che ne deriva, in quanto uomini, di riconoscere da dove veniamo e dove siamo diretti.

Non è certo possibile riassumere San Tommaso in un articolo. Il sottoscritto non ha inoltre nessuna specifica competenza sull’argomento e vi rimando alla lettura dei libri di Antonio Livi e di Etienne Gilson e naturalmente all’opera dello stesso San Tommaso per un serio approfondimento. Ma queste sono le idee che mi sono fatto e cerco qui umilmente di riassumere, dopo appunto aver letto questi filosofi. La grandezza di San Tommaso si riassume nella possibilità di affermare, grazie al suo pensiero, con certezza una verità semplice: Dio è, e anche noi siamo, da Lui e per Lui. Le migliaia di pagine della Summa Theologiae ci dicono tantissime altre cose sui molteplici aspetti di Dio, dell’uomo e dell’universo, ma il nucleo del pensiero di San Tommaso è questo. San Tommaso ripete spesso, nella sua opera, l’analogia con il sole. Nel mondo visibile il sole è analogicamente la stessa cosa di Dio nel mondo invisibile. Non è causa di una sola vita, come un padre lo è di un figlio, ma causa di tutte le specie viventi e quindi di tutte padre, stabilendo con esse una relazione continua e nello stesso tempo lontana, per cui anche l’unica specie vivente dotata di ragione, cioè l’uomo, può arrivare ad ignorare la realtà e le conseguenze di questa relazione. E lo stesso vale per Dio, nel mondo che non vediamo, ma abbiamo dentro nel cuore. Un’altra grande figura di intellettuale, vissuta nello stesso periodo storico di San Tommaso, e influenzata profondamente dal suo pensiero, Dante Alighieri, a chi gli domandava se non fosse stato triste vivere in esilio, lontano dalla patria e dagli affetti, a chi lo commiserava per il suo destino di fuggitivo, rispondeva che a lui bastava la luce. E con questo non voleva dire che non soffrisse per quella vita raminga e non provasse umiliazione a chiedere ospitalità dovunque andasse, anche lui era un essere umano dopotutto, ma che riconosceva nella luce del sole l’affetto di quel Padre che sentiva nel cuore e che era di gran lunga superiore ad ogni affetto umano.  

Agli italiani moderni, che hanno iniziato da qualche giorno a stiparsi nelle spiagge come sardine e a crogiolarsi al sole come aragoste, facendo scorta di vitamina D e pensando all’abbronzatura, auguro che possano fare esperienza, anche per un minuto soltanto, di cos’era il sole per San Tommaso e Dante, cesserebbero di essere moderni allora, e ricomincerebbero dal principio, consapevoli che Dio è, e anche essi sono, in Lui.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 10 Giugno 2022

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